Lettera circolare dei
PERCHÉ IL MONDO CREDA (Gv 17, 21)
Undici anni di dialogo e collaborazione O.Carm - O.C.D.
Cari fratelli e sorelle nel Carmelo, 1. Ad un anno dall’inizio del secondo sessennio di P. Joseph Chalmers alla guida dell’Ordine del Carmelo e a pochi mesi dal termine dell’incarico di P. Camilo Maccise, O.C.D., come Preposito Generale del Carmelo Teresiano, abbiamo voluto indirizzarvi insieme una lettera per celebrare e ringraziare Dio per il cammino che i due Consigli Generali hanno percorso insieme nella ricerca di dialogo e collaborazione e per riflettervi sopra.
Una riflessione richiesta per
la Chiesa
2. Vita consacrata, in linea con il Vaticano II,1 invita i Superiori e le Superiore di Istituti religiosi a un dialogo costante "per promuovere la reciproca conoscenza, presupposto necessario di una fattiva collaborazione, soprattutto in ambito pastorale.2 Allo stesso tempo incoraggia "il fraterno rapporto spirituale e la mutua collaborazione fra i diversi Istituti di vita consacrata e Società di vita apostolica" a partire da una fedeltà al proprio carisma.3 Guidati da questi insegnamenti della Chiesa e coscienti del fatto che il dialogo e la collaborazione intercongregazionale sono un segno dei tempi, abbiamo cercato di aprirci al cammino dello Spirito.Un ulteriore motivo sono la nostra radice comune: "tenete fisso lo sguardo sulla stirpe di quei santi Profeti da cui discendiamo".4 "Abbiamo davanti a noi i nostri veri fondatori, che sono quei santi padri da cui discendiamo, e che, sappiamo, che per il cammino di povertà e umiltà godono di Dio".5 Origine e sviluppo 3. Dopo varie conversazioni
iniziali, il primo incontro dei due Consigli Generali prese luogo il 6
Dicembre 1991. Fu effettivamente una data storica. Tutto si svolse in un
ambiente fraterno e semplice. Nella prima parte della convivenza ci fu
una presentazione reciproca delle persone e del lavoro che essi realizzavano
al servizio dei rispettivi Ordini religiosi. In seguito si passò
a uno scambio di esperienze sul tema delle vocazioni, formazione, la nuova
evangelizzazione, l'impegno per la giustizia e la pace. Il pasto insieme
a tutta la comunità della Curia del Carmelo Teresiano, prolungò
il clima di fratellanza che si era creato. Si decise di continuare i contatti
per approfondire insieme diversi temi e per creare canali di maggior collaborazione
e scambio, nel rispetto delle nostre rispettive identità e autonomie.
In fine, ci si accordò di avere due riunioni annuali: in maggio,
alla Casa Generalizia dei Carmelitani e a dicembre, alla Casa Generalizia
degli O.C.D. I - Con la gioia della speranza
La fatica della carità 4. Anche se, già prima che iniziassero il dialogo e la collaborazione a livello di Consigli Generali in diverse parti del mondo come Spagna, Stati Uniti, Filippine, i nostri due Ordini religiosi avevano iniziative comuni e buone relazioni fraterne a livello locale o provinciale, in altri, al contrario, predominavano pregiudizi reciproci che rendevano difficile l’avvicinamento e lo scambio. Adesso, al contrario, questi ultimi si sono andati superando e il positivo nelle relazioni è andato crescendo. 5. Nei nostri scambi e dialoghi siamo
partiti dalla convinzione che siamo Ordini diversi che però abbiamo
radici comuni presso la fonte di Elia al Monte Carmelo. Sin dall’inizio
della "rifondazione" teresiana abbiamo seguito per strade diverse lo sforzo
di vivere i valori della spiritualità carmelitana. La nostra intenzione
è sempre stata di approfondire ciò che abbiamo in comune
e rispettare ciò che ci distingue.
6. Nonostante alcune difficoltà decidiamo con fermezza di continuare il cammino iniziato. Illuminati dall’esperienza e dagli insegnamenti di San Paolo relativi al suo ministero, accettiamo di portare la nostra missione in vasi di creta e cerchiamo, con l’aiuto di Dio e l’appoggio reciproco, di non scoraggiarci e di vivere quello che dice l’Apostolo quando esorta la comunità dei romani: "La carità non abbia finzioni: fuggite il male con orrore, attaccatevi al bene; amatevi gli uni gli altri con affetto fraterno, gareggiate nello stimarvi a vicenda. Non siate pigri nello zelo; siate invece ferventi nello spirito, servite il Signore. Siate lieti nella speranza, forti nella tribolazione, perseveranti nella preghiera" (Rom 12, 9-12). E in più ci incoraggia l’appoggio maggioritario che abbiamo riscontrato nei due Ordini per il nostro lavoro in comune. Iniziative di collaborazione 7. La "gioia della speranza"
era quella di una speranza attiva e responsabile. Per questo, sin dall’inizio,
abbiamo provveduto a creare un minimo di iniziative di collaborazione e
scambio. Sono state nominate due commissioni miste O.Carm–O.C.D. Una per
la spiritualità e l’altra per la formazione. Abbiamo deciso di scambiarci
programmi e iniziative e di invitarci reciprocamente a Congressi Internazionali
organizzati da un Ordine o dall’altro. E’ così che si giunse alla
elaborazione di un Dizionario Carmelitano di prossima pubblicazione.
Sono stati organizzati incontri di formatori e formandi dei due rami. Inoltre
si realizzò un Seminario internazionale di Mariologia e un Incontro
di Psicologi O.Carm. e O.C.D. per esaminare congiuntamente le relazioni
tra psicologia e spiritualità. In tutti i Congressi Internazionali
di un Ordine si è sempre avuta una presenza dei membri dell’altro
Ordine. A livello latino-americano però, su iniziativa dei due Consigli
Generali, è stata creata una commissione teologica mista (7 membri
di ogni Ordine) per riflettere sui temi di spiritualità carmelitana
in America Latina. La commissione si riunisce ogni anno da circa 8 anni
e ha pubblicato alcuni libri con il frutto delle proprie riflessioni sul
modo di incarnare in America Latina la spiritualità del Carmelo
e per presentare i suoi santi e sante con un linguaggio intelligibile per
quegli ambienti socio-culturali e ecclesiali. II - Ricordati di tutto il cammino che il Signore 8. Negli ultimi tre anni abbiamo avuto due incontri significativi: il primo al Monte Carmelo, Israele (1999) e il secondo in Aylesford, Inghilterra (2001). In entrambi le occasioni i due Consigli Generali hanno vissuto insieme per una settimana. Abbiamo riflettuto insieme e abbiamo preso coscienza delle origini, del ruolo di Maria nel Carmelo e delle diverse modalità con le quali i due rami vivono gli elementi di spiritualità carmelitana. Facendo memoria storica delle origini 9. L’incontro del Monte Carmelo avvenne al termine del Definitorio Straordinario O.C.D. nel mese di Ottobre 1999. Per una settimana abbiamo pregato insieme, abbiamo visitato i luoghi biblici guidati dal libro scritto da quattro Carmelitani Teresiani: Prega in Terra Santa ed abbiamo riflettuto sulle origini remote dell’Ordine e sulla Regola. Abbiamo ricordato Elia, modello ispiratore dei primi Carmelitani che nel secolo XII iniziarono a vivere in quel luogo e che ricevettero da Alberto, Patriarca di Gerusalemme la Regola o "formula di vita". Abbiamo visitato le rovine di Wadi-es-Siah e abbiamo rievocato la vita eremitico-cenobitica di "quei santi padri". Abbiamo meditato sui valori fondamentali della Regola, visti oggi da diverse prospettive socioculturali ed ecclesiali, che sono come finestre diverse che ci fanno scoprire la sua ricchezza integrale e la sua attualità per rispondere alle nuove sfide per la nostra vita carmelitana incarnata nelle diverse culture. In questo modo, abbiamo scoperto il valore e l’ attualità dell’esperienza di quelli che ci hanno preceduto. 10. Prendemmo coscienza che il progetto di vita evangelica, semplice e unificato della Regola è centrato in Gesù Cristo e nella comunione ecclesiale. Abbiamo visto come ci si offre un progetto di strutturazione personale: con Dio (preghiera), con gli altri (atti comunitari) e con se stesso (interiorità e meditazione personale). Abbiamo constatato che ognuno dei due ordini ha un approccio peculiare alla Regola a partire da diverse esperienze vocazionali, lungo i secoli. Per esempio, l’esperienza di Santa Teresa e di San Giovanni della Croce e il modo in cui hanno interpretato la Regola, sono necessariamente assunte in maniera molto speciale dai Carmelitani Teresiani. Nello spirito della molteplicità di letture e riletture della Regola essi trovano accoglienza e hanno influsso su tutti i Carmelitani che vedono in essi le figure in cui i frutti del Carmelo sono più maturi. Sono stati giorni di grazia nei quali esaminammo anche con realismo, alla luce delle circostanze attuali, alcuni aspetti pratici delle nostre relazioni. 11. Abbiamo ricordato il passaggio dell’Ordine dall’Oriente all’Occidente e la sua capacità di adattamento alla corrente mendicante, senza dimenticare i valori contemplativi e eremitici degli inizi. Nella nostra memoria storica abbiamo riconosciuto la decadenza, i ripetuti movimenti riformatori prima e dopo Teresa di Gesù e Giovanni della Croce, e finalmente, la "rifondazione" intrapresa da essi che, in fedeltà creativa alle radici del Carmelo lo aprirono a nuovi orizzonti rispondendo così alle sfide del loro tempo. Essi partirono da un’esperienza e la espressero nei loro scritti che illuminano il nuovo cammino. Il loro influsso non si arrestò al nuovo Ordine ma diede i suoi frutti anche nel ramo antico, e infine, a tutta la spiritualità cristiana. Con Maria la madre di Gesù 12. Un
anno e mezzo dopo i due Consigli Generali si incontrarono di nuovo per
una settimana. Questa volta ad Aylesford (Inghilterra), luogo legato all’evento
dello Scapolare carmelitano. Lì, la convivenza si incentrò,
soprattutto, nella preparazione della Lettera comune dei due Generali:
Con Maria la Madre di Gesù,
in occasione dei 750 anni dello
Scapolare. La profonda devozione mariana dell’Ordine apparve come un elemento
forte comune ai due Ordini carmelitani. Cercammo di mettere in dialogo
la nostra eredità mariana con le sfide della Chiesa e del mondo
di oggi. Ponemmo in rilievo come Maria, nel Carmelo è vista come
Madre, Patrona, Sorella e Modello. Presentammo lo Scapolare come un segno
che impegna e invitammo tutti i membri dell’Ordine: religiosi, religiose,
laici e Congregazioni associate a continuare celebrando l’anno mariano-carmelitano
che terminò con l’udienza in Piazza San Pietro, il 12 settembre
del 2001, quando il Papa incoronò l'Immagine della Vergine del Carmine. III - Dimentico del passato e Un bilancio positivo 13. Nell’ultimo incontro dei
due Consigli Generali, tenutosi quest’anno 2002, abbiamo fatto un bilancio
del cammino percorso fino ad ora nel nostro dialogo e collaborazione. Abbiamo
valutato ciò che abbiamo fatto finora e quello che ci resta da fare.
Un anno fa iniziò un nuovo sessennio per l’Ordine Carmelitano. Fra
un mese termina un sessennio per il Carmelo Teresiano. Nuove sfide 14. A somiglianza della Chiesa e della vita consacrata in generale dobbiamo affrontare le sfide che ci presenta la realtà che cambia. Per questo, si richiede in un futuro prossimo di dare più spazio alla ricerca e riflessione a livello di Definitori generali. Ci dobbiamo chiedere come vivere e trasmettere oggi i grandi valori comuni di entrambi gli Ordini: la meditazione "giorno e notte" della Parola di Dio, il "vivere in ossequio di Gesù Cristo", testimoniare e trasmettere una spiritualità solida con radici bibliche, rinnovare e attualizzare la devozione mariana perché sia più biblica, più antropologica, più liturgica e più ecumenica. Insieme potremo discernere percorsi per il dialogo interreligioso e per dare una risposta di spiritualità alla ricerca del sacro e alla nostalgia di Dio. Dall’esperienza del Dio di nostro Signor Gesù Cristo siamo chiamati anche a un impegno per la giustizia, per la pace partendo dall’opzione preferenziale per i poveri, "segno di autenticità di evangelica e stimolo di conversione permanente".8 Dovremo esaminare la possibilità di iniziative generali portate avanti con la mutua collaborazione nel rispetto delle nostre rispettive identità. Un’apertura alla collaborazione con la grande Famiglia Carmelitana nel mondo: religiosi, religiose, laici, Istituti affiliati avranno un effetto moltiplicatore per porre al servizio della evangelizzazione il carisma e la spiritualità del Carmelo, che Dio ci ha dato per servire i nostri fratelli e sorelle. E questo dobbiamo farlo a tutti i livelli: dalla religiosità popolare alla riflessione teologica e interdisciplinare, dal campo missionario a quello accademico. Unità nella diversità 15. Al termine di questa riflessione
che vi abbiamo rivolto, fratelli e sorelle, vogliamo dare per garantito
ciò che sin dall’inizio, è stato chiaro per entrambi i Consigli
Generali e che molti non hanno capito o non hanno voluto capire. Ci riferiamo
a certi presupposti necessari perché il dialogo e la collaborazione
abbiano solide basi e non portino a perdere l’identità propria di
ciascun Ordine. Conclusione: Aperti allo Spirito nel discernimento della fede 16. Sorelle e fratelli, prima
del Capitolo Generale del Carmelo Teresiano ci siamo rivolti a voi per
condividere l’esperienza di un itinerario iniziato undici anni fa. Se la
comunione e la fraternità sono segnali di presenza dello Spirito,
possiamo assicurarvi che Lui è stato presente tra di noi. Dove ci
condurrà lo Spirito non lo sappiamo, però abbiamo la sicurezza
che Lui conduce il nostro cammino. "Il vento soffia dove vuole e ne senti
la voce, ma non sai di dove viene e dove va: così è di chiunque
è nato dallo Spirito" (Gv 3,8). "Spiritualità della comunione
è anche capacità di vedere innanzitutto ciò che di
positivo c'è nell'altro, per accoglierlo e valorizzarlo come dono
di Dio: un «dono per me», oltre che per il fratello che lo
ha direttamente ricevuto. Spiritualità della comunione è
infine saper «fare spazio» al fratello, «portando i pesi
gli uni degli altri»" (Gal 6,2).11
Che "la grazia del Signore Gesù
Cristo, l’amore di Dio e la comunione dello Spirito Santo siano con tutti
voi" (2 Cor 13,13).
Roma, Natale 2002 – Nuovo Anno 2003
_____________________ Note 1. Cfr. PC 23
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