Giovedì - Tempo di Quaresima
1) Preghiera
O Padre, che ci hai dato la grazia
di purificarci con la penitenza
e di santificarci con le opere di carità fraterna,
fa’ che camminiamo fedelmente
nella via dei tuoi precetti,
per giungere rinnovati alle feste pasquali.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...
2) Lettura del Vangelo
Dal Vangelo secondo Giovanni 5,31-47
In quel tempo, Gesù disse ai Giudei: “Se fossi io a render testimonianza a me
stesso, la mia testimonianza non sarebbe vera; ma c’è un altro che mi rende
testimonianza, e so che la testimonianza che egli mi rende è verace.
Voi avete inviato messaggeri da Giovanni ed egli ha reso testimonianza alla
verità. Io non ricevo testimonianza da un uomo; ma vi dico queste cose perché
possiate salvarvi. Egli era una lampada che arde e risplende, e voi avete
voluto solo per un momento rallegrarvi alla sua luce.
Io però ho una testimonianza superiore a quella di Giovanni: le opere che il
Padre mi ha dato da compiere, quelle stesse opere che io sto facendo,
testimoniano di me che il Padre mi ha mandato. E anche il Padre, che mi ha
mandato, ha reso testimonianza di me. Ma voi non avete mai udito la sua voce,
né avete visto il suo volto, e non avete la sua parola che dimora in voi,
perché non credete a colui che egli ha mandato.
Voi scrutate le Scritture credendo di avere in esse la vita eterna; ebbene,
sono proprio esse che mi rendono testimonianza. Ma voi non volete venire a me
per avere la vita.
Io non ricevo gloria dagli uomini. Ma io vi conosco e so che non avete in voi
l’amore di Dio. Io sono venuto nel nome del Padre mio e voi non mi ricevete; se
un altro venisse nel proprio nome, lo ricevereste. E come potete credere, voi
che prendete gloria gli uni dagli altri, e non cercate la gloria che viene da
Dio solo?
Non crediate che sia io ad accusarvi davanti al Padre; c’è già chi vi accusa,
Mosè, nel quale avete riposto la vostra speranza. Se credeste infatti a Mosè,
credereste anche a me; perché di me egli ha scritto. Ma se non credete ai suoi
scritti, come potrete credere alle mie parole?”
3) Riflessione
• Giovanni, interprete di Gesù. Giovanni è un buon
interprete delle parole di Gesù. Un buon interprete deve avere una duplice
fedeltà. Fedeltà alle parole di colui che parla, e fedeltà al linguaggio di chi
ascolta. Nel vangelo di Giovanni, le parole di Gesù non sono trasmesse letteralmente,
bensì sono tradotte e trasposte al linguaggio della gente, delle comunità
cristiane del primo secolo, lì in Asia Minore. Per questo motivo, le
riflessioni del vangelo di Giovanni non sono sempre facili da capirsi. Poiché
in esse si mescolano le parole di Gesù e le parole dell’evangelista stesso che
rispecchia il linguaggio della fede delle comunità dell’Asia Minore. Per
questo, non basta lo studio erudito o scientifico di Gesù. E’ necessario tenere
in noi anche il vissuto comunitario della fede. Il vangelo di oggi è un tipico
esempio della profondità spirituale e mistica del vangelo del discepolo amato.
• Illuminazione reciproca tra vita e fede. Qui vale ripetere
ciò che Giovanni Cassiano disse nei riguardi della scoperta del senso pieno e
profondo dei salmi: “Istruiti da ciò che noi stessi sentiamo, non percepiamo il
testo come qualcosa che abbiamo solo udito, ma come qualcosa che abbiamo
sperimentato e tocchiamo con le nostre mani; non come una storia strana ed
inaudita, ma come qualcosa che diamo a luce dal più profondo del nostro cuore,
come se fossero sentimenti che fanno parte del nostro essere. Ripetiamolo, non
è la lettura (lo studio) ciò che ci fa penetrare nel senso delle parole,
bensì la propria esperienza acquisita precedentemente nella vita di ogni giorno”
(Collationes X,11). La vita illumina il testo, il testo illumina la vita. Se, a
volte, il testo non dice nulla, non è per mancanza di studio o per mancanza di
preghiera, ma semplicemente per mancanza di profondità nella propria vita.
• Giovanni 5,31-32: Il valore della testimonianza di Gesù. La testimonianza di Gesù è vera, perché lui non si auto-promuove, né esalta
se stesso. “Un altro dà testimonianza di me”, cioè il Padre. E la sua
testimonianza è vera e merita di essere creduta.
• Giovanni 5,33-36: Il valore della testimonianza di
Giovanni Battista e delle opere di Gesù. Anche Giovanni Battista dette
testimonianza a Gesù e lo presenta alla gente come l’inviato di Dio che deve
venire a questo mondo (cf. Gv 1,29.33-34; 3,28-34). Per questo, anche se è molto
importante la testimonianza di Giovanni, Gesù non dipende da lui. Lui ha un
testimone a suo favore che è più grande della testimonianza di Giovanni, e
cioè, le opere che il Padre compie per mezzo di lui (cf Gv 14,10-11).
• Giovanni 5,37-38: Il Padre dà testimonianza a favore di
Gesù. Anteriormente, Gesù aveva detto: “Chi è di Dio, ascolta le parole di
Dio” (Gv 8,47). I giudei che accusavano Gesù non avevano la mente aperta a Dio.
Per questo, non riescono a percepire la testimonianza del Padre che giunge loro
attraverso Gesù.
• Giovanni 5,39-41: La scrittura stessa dà testimonianza
a favore di Gesù. I giudei dicono di aver fede nelle scritture, però in
realtà, loro non capivano la Scrittura, poiché la Scrittura parla di Gesù (cf. Gv 5,46; 12,16.41; 20,9).
• Giovanni 5,42-47: Il Padre non giudica, ma affida il
giudizio al figlio. I giudei si dicono fedeli alla Scrittura di Mosè e, per
questo, condannano Gesù. In realtà, Mosè e la scrittura parlano di Gesù e
chiedono di credere in lui.
4) Per un confronto personale
• La vita illumina il testo ed il testo illumina la vita. Hai
sperimentato questo qualche volta?
• Cerca di approfondire il valore della testimonianza di
Gesù
5) Preghiera finale
Il Signore sostiene quelli che vacillano
e rialza chiunque è caduto.
Il suo regno è regno di tutti i secoli,
il suo dominio si estende ad ogni generazione. (Sal 144)
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