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1ª Domenica di Quaresima (A)L’incontro di Gesù con satana nel deserto
1. Orazione iniziale 2. Lettura a) Una chiave di lettura: Leggiamo questo testo che descrive le tentazioni di Gesù, che sono le tentazioni di tutti gli esseri umani. Durante la lettura, prestiamo attenzione alla seguente domanda: quali sono le tentazioni, dove e come avvengono, come sono affrontate da Gesù? b) Una divisione del testo per aiutare la lettura: Mt 4,1-2: La situazione dove e da dove nasce la tentazione:
deserto, spirito, digiuno e fame c) Il testo:
3. Un momento di silenzio orante perché la Parola di Dio possa entrare in noi ed illuminare la nostra vita. 4. Alcune domande per aiutarci nella meditazione e nell’orazione. a) Quali furono le tentazioni? Cosa hanno a che vedere
lo Spirito, il deserto, il digiuno e la fame con le tentazioni di Gesù?
5. Una chiave di lettura per quelli che vogliono approfondire di più l’argomento. = Gesù fu tentato. Matteo rende comprensibili le tentazioni: tentazione del pane, tentazione del prestigio, tentazione del potere. Si tratta di diverse forme di speranza messianica che, in quel tempo, esistevano in mezzo ai popoli. Il Messia glorioso che, come un nuovo Mosè, nutrirebbe il popolo nel deserto: "comanda a queste pietre di trasformarsi in pane!" Il Messia sconosciuto che repentinamente si imporrebbe a tutti per mezzo di un gesto spettacolare nel Tempio: "gettati giù di qui!" Il Messia nazionalista che verrebbe a dominare il mondo: "Tutte queste cose io ti darò!" = Nell’Antico Testamento, tentazioni identiche fanno cadere il popolo nel deserto, dopo l’uscita dall’Egitto (Dt 8,3; 6,16; Dt 6.13). Gesù rifà la storia. Lui resiste alla tentazione di pervertire il piano di Dio per adattarlo ai suoi interessi umani del momento. Tentatore o satana è tutto ciò che ci devia dal piano di Dio. Pietro fu satana per Gesù (Mt 16,23). = La tentazione fu constante nella vita di Gesù. Essa lo accompagnò dall’inizio sino alla fine, dal battesimo fino alla morte sulla croce. Poiché, nella misura in cui l’annunzio della Buona Novella del Regno si dilagava in mezzo al popolo, cresceva la pressione su Gesù per adattarsi alle aspettative messianiche del popolo ed essere il messia che gli altri desideravano e volevano: "messia glorioso e nazionalista", "messia re", "messia sommo sacerdote", "messia giudice", "messia guerriero", "messia dottore della legge". La lettera agli Ebrei dice: "Lui è stato provato in tutto a somiglianza di noi, salvo il peccato." (Eb 4,15). = Ma la tentazione non è mai riuscita a deviare
Gesù dalla sua missione. Lui continuava irreprensibile sul cammino
del "Messia Servo", annunziato dal profeta Isaia e atteso soprattutto
dai poveri del popolo, gli anawim. Al riguardo, Gesù non
ha avuto paura di provocare conflitti, né con le autorità
né con le persone più care. Tutti quelli che tentavano
di deviarlo dal cammino ricevevano risposte dure e reazioni inattese: = Gesù era orientato dalla Parola di Dio e in essa trovava luce e nutrimento. È soprattutto la profezia del Servo, annunziata da Isaia (Is 42,1-9; 49,1-6; 50,3-9; 52,13-53,12), che lo anima e gli da il coraggio di proseguire. Nel battesimo e nella trasfigurazione lui riceve dal Padre la conferma del suo cammino, la sua missione. La voce dal cielo ripete le parole con cui la profezia di Isaia presenta il Servo di Jahvè al popolo: "Questo è il mio Figlio diletto: ascoltatelo!" (Mc 1,11; 9,6) = Gesù definì la sua missione con queste parole: "Il Figlio dell'uomo non è venuto per essere servito ma per servire a dare la sua vita per la redenzione di molti!" (Mt 20,28; Mc 10,45). È la lezione che imparò da sua madre, poiché lei aveva detto all’angelo: "Ecco l'ancella del Signore; si faccia di me secondo la tua parola!" (Lc 1,38). Orientandosi sulla Parola di Dio per approfondire la coscienza della sua missione e cercando forza nella preghiera, Gesù affrontava le tentazioni. Inserito in mezzo ai poveri, agli anawim, è unito al Padre, fedele ad entrambe, gli resisteva e seguiva la strada del Messia Servo, il cammino di servizio al popolo (Mt 20,28). 6. Salmo 91 (90) Dio ci protegge ed è con noi nella tentazione Tu che abiti al riparo dell'Altissimo
e dimori all'ombra dell'Onnipotente, dì al Signore: «Mio rifugio e mia fortezza, mio Dio, in cui confido». Egli ti libererà dal laccio del cacciatore, dalla peste che distrugge. Ti coprirà con le sue penne sotto le sue ali troverai rifugio. La sua fedeltà ti sarà scudo e corazza; non temerai i terrori della notte né la freccia che vola di giorno, la peste che vaga nelle tenebre, lo sterminio che devasta a mezzogiorno. Poiché tuo rifugio è il Signore e hai fatto dell'Altissimo la tua dimora, non ti potrà colpire la sventura, nessun colpo cadrà sulla tua tenda. Egli darà ordine ai suoi angeli di custodirti in tutti i tuoi passi. Sulle loro mani ti porteranno perché non inciampi nella pietra il tuo piede. Camminerai su aspidi e vipere, schiaccerai leoni e draghi. Lo salverò, perché a me si è affidato; lo esalterò, perché ha conosciuto il mio nome. Mi invocherà e gli darò risposta; presso di lui sarò nella sventura, lo salverò e lo renderò glorioso. Lo sazierò di lunghi giorni e gli mostrerò la mia salvezza. 7. Orazione Finale Signore Gesù, ti ringraziamo per la tua parola che ci ha fatto capire meglio la volontà del Padre. Fa che il tuo Spirito illumini le nostre azioni e ci comunichi la forza per eseguire quello, che la Tua Parola ci ha mostrato. Fa che noi, come Maria, tua Madre, possiamo non solo ascoltare ma anche praticare la Parola, Tu che vivi e regni con il Padre nell’unità dello Spirito Santo per tutti i secoli dei secoli. Amen. |
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