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5ª Domenica di Quaresima (A)La Risurrezione di Lazzaro 1. Orazione iniziale 2. Lettura a) Una chiave di lettura: Leggiamo il testo che descrive la risurrezione di Lazzaro. Durante la lettura, cerca di seguire il gruppo, i discepoli e le discepole che seguono Gesù dalla Galilea fino a Betània. Devi seguire con attenzione tutti gli eventi, dal momento dell’annuncio della malattia del fratello che Marta e Maria invieranno a Gesù che si trova in Galilea fino alla risurrezione di Lazzaro. b) Una divisione del testo per aiutare la lettura: Gv 11,1-16: Gesù riceve l’avviso e torna a Betània
per risuscitare Lazzaro c) Il testo: 1-16: Era allora malato un certo Lazzaro di
Betània, il villaggio di Maria e di Marta sua sorella. Maria era quella
che aveva cosparso d’olio profumato il Signore e gli aveva asciugato
i piedi con i suoi capelli; suo fratello Lazzaro era malato. Le sorelle
mandarono dunque a dirgli: «Signore, ecco, il tuo amico è malato». All'udire
questo, Gesù disse: «Questa malattia non è per la morte, ma per la gloria
di Dio, perché per essa il Figlio di Dio venga glorificato». Gesù voleva
molto bene a Marta, a sua sorella e a Lazzaro. Quand'ebbe dunque sentito
che era malato, si trattenne due giorni nel luogo dove si trovava. Poi,
disse ai discepoli: «Andiamo di nuovo in Giudea!». I discepoli gli dissero:
«Rabbi, poco fa i Giudei cercavano di lapidarti e tu ci vai di nuovo?».
Gesù rispose: «Non sono forse dodici le ore del giorno? Se uno cammina
di giorno, non inciampa, perché vede la luce di questo mondo; ma se
invece uno cammina di notte, inciampa, perché gli manca la luce». Così
parlò e poi soggiunse loro: «Il nostro amico Lazzaro s'è addormentato;
ma io vado a svegliarlo». Gli dissero allora i discepoli: «Signore,
se s'è addormentato, guarirà». Gesù parlava della morte di lui, essi
invece pensarono che si riferisse al riposo del sonno. Allora Gesù disse
loro apertamente: «Lazzaro è morto e io sono contento per voi di non
essere stato là, perché voi crediate. Orsù, andiamo da lui!». Allora
Tommaso, chiamato Dìdimo, disse ai condiscepoli: «Andiamo anche noi
a morire con lui!». 3. Un momento di silenzio orante perché la Parola di Dio possa entrare in noi ed illuminare la nostra vita. 4. Alcune domande per aiutarci nella meditazione e nell’orazione. a) Che cosa ha attirato di più la tua attenzione in
tutto quest’episodio narrato con tanti dettagli? Perché? 5. Una chiave di lettura per quelli che vogliono approfondire di più l’argomento. a) La differenza tra il vangelo di Giovanni e gli altri tre vangeli: * Un paragone per capire queste differenze. Fotografia e Raggio-X. Dinanzi a un tramonto, rimani meravigliato dalla bellezza della natura. Tu vedi e contempli quello che gli occhi guardano. E' la Fotografia! Accanto a te, una tua amica ti dice: "Hai visto come quella piccola nuvola cambia in un colore ancora più profondo! Così è la nostra amicizia!" Lei ha visto di più di quello che gli occhi guardavano. È il Raggio-X. L’amore vicendevole e la fede nell’altro hanno ampliato la sua visione. Così è il vangelo di Giovanni, il Vangelo del Discepolo Amato. Lui c’insegna come leggere gli altri vangeli e a scoprire in essi una dimensione più profonda. Gli altri tre vangeli scattano la fotografia dei miracoli. Giovanni scatta il Raggio-X, rivelando il suo senso profondo e divino, quel che la sola fede vede per mezzo dello Spirito (Gv 14,26; 16,19). * Per esempio, i sinottici menzionano vent'otto miracoli distinti. Giovanni ne menziona appena sette e gli chiama "Segni". Di questi sette, appena tre s’incontrano nei sinottici. Gli altri quattro sono esclusivi di Giovanni: nozze di Cana (Gv 2,1-11), guarigione di un paralitico alla piscina di Siloe (Gv 5,1-9), guarigione di un cieco nato (Gv 9,1-7) e la risurrezione di Lazzaro (Gv 11,1-44). Nel modo in cui descrive questi "segni", Giovanni fa’ molto di più che raccontare semplicemente miracoli. Lui amplia i fatti di modo che loro possano manifestare Gesù come la rivelazione del Padre. Il vangelo di Giovanni cerca di chiarire la frase di Gesù: "Chi ha visto me, ha visto il Padre" (Gv 14,9). Quando mettiamo in controluce la radiografia di Gesù fatta dal vangelo di Giovanni, vediamo il volto del Padre. b) La narrazione della risurrezione di Lazzaro nell'insieme del Vangelo di Giovanni: * Lo schema dei sette segni: * I sette segni sono sette prefigurazioni della glorificazione di Gesù che avverrà nell’Ora della sua passione, morte e risurrezione. Ogni segno simboleggia un aspetto del significato della passione, morte e risurrezione di Gesù per la nostra vita. È "meditando giorno e notte" attraverso la Lectio Divina o la Lettura Orante, che scopriremo questo significato, arricchendo, con esso, la nostra vita. * La risurrezione di Lazzaro, il settimo segno, apre la strada per l’arrivo dell’Ora, della glorificazione, che avviene attraverso la morte (Gv 12,23; 17,1). Una delle cause della condanna di Gesù sarà la risurrezione di Lazzaro (Gv 11,50; 12,10). Così, il settimo segno sarà per manifestare la gloria di Dio (Gv 11,4): "Questa malattia non è per la morte, ma per la gloria di Dio, affinché per mezzo di essa sia glorificato il Figlio di Dio!" (Gv 11,4) I discepoli non possono capire (Gv 11,6-8). Ma anche se non capiscono, sono disposti ad andare e morire con Gesù (Gv 11,16). La loro comprensione è scarsa, ma la fede è giusta. c) Il significato della risurrezione di Lazzaro: * A Betània: Tutto avviene a Betània, un piccolo paese ai piedi del Monte degli Ulivi, vicino a Gerusalemme. In questa narrazione, la famiglia di Lazzaro, dove a Gesù piaceva essere ospitato, è lo specchio delle comunità del Discepolo Amato della fine del primo secolo. Specchio anche delle nostre comunità. Betània vuol dire "Casa dei Poveri". Marta vuol dire "Signora" (coordinatrice): una donna coordinava la comunità. Lazzaro significa "Dio aiuta ": la comunità povera che tutto attendeva da Dio. Maria significa "amata di Javeh": immagine della comunità. La narrazione della risurrezione di Lazzaro vuole comunicare questa certezza: Gesù porta la vita alla comunità dei poveri; Lui è sorgente di vita per coloro che credono in lui. * Tra la vita e la morte: Lazzaro è morto. Molti giudei sono a casa di Marta e Maria a consolarle per la perdita del fratello. I rappresentanti dell’Antica Alleanza non portano la vita nuova. Consolano appena. Gesù è colui che porterà la vita nuova! Nel vangelo di Giovanni, i giudei sono anche gli avversari che vogliono uccidere Gesù (Gv 10,31). Cosicché, da una parte, la minaccia di morte contro Gesù! Dall’altra parte, Gesù che arriva per vincere la morte! È in questo contesto di conflitto tra vita e morte, che si realizzerà il settimo segno della risurrezione di Lazzaro, la vittoria sulla morte. * Due modi di credere nella risurrezione: Il punto centrale è il confronto tra l’antico modo di credere nella risurrezione che avviene solo alla fine dei tempi, e quella nuova portata da Gesù, che, fin da adesso, vince la morte. Marta, i farisei e la maggioranza del popolo credeva già alla Risurrezione (At 23,6-10; Mc 12,18). Credevano, ma non la rivelavano, poiché era fede in una risurrezione che sarebbe avvenuta solo alla fine dei tempi e non nella risurrezione presente della storia, qui e adesso. Quella non rinnovava la vita. Mancava fare un salto. La vita nuova della risurrezione apparirà con Gesù. * La professione di fede in Gesù è professione di fede nella vita: Gesù sfida Marta a fare questo salto. Non basta credere nella risurrezione che avverrà alla fine dei tempi, ma si deve credere che la Risurrezione sia già presente oggi nella persona di Gesù e in quelli che credono in lui. Su questi la morte non ha più alcun potere, perché Gesù è la "risurrezione e la vita". Pertanto, Marta, anche senza vedere il segno concreto della risurrezione di Lazzaro, confessa la sua fede: "Sì, Signore. Io ho creduto che tu sei il Cristo, il Figlio di Dio, quello che deve venire nel mondo." * Umano, molto umano, uguale a noi in tutto: Dopo la professione di fede, Marta va a chiamare Maria, sua sorella. Maria va incontro a Gesù che si trovava nello stesso posto, dove Marta lo aveva incontrato. Lei ripete la stessa frase di Marta: " Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto." (Gv 11,21). Maria piange, tutti piangono. Gesù si commuove. Quando i poveri piangono, Gesù si emoziona e piange. Dinanzi al pianto di Gesù, gli altri concludono: "Vedi come l'amava!" Questa è la caratteristica delle comunità del Discepolo Amato: l’amore mutuo tra Gesù e i membri della comunità. Alcuni ancora non credono e dubitano: "Non poteva costui, che ha aperto gli occhi del cieco, fare che questi non morisse?" Per la terza volta Gesù si commuove (Gv 11,33.35.38). È così che Giovanni mette l'accento sull’umanità di Gesù contro quelli che, alla fine del primo secolo, spiritualizzavano la fede e negavano l’umanità di Gesù. * A noi resta togliere la pietra affinché Dio ci ridoni la vita: Gesù ordina di togliere la pietra. Marta reagisce: "Signore, già puzza... è di quattro giorni!" Ancora una volta, Gesù la sfida richiamandola alla fede nella risurrezione, qui e adesso, come un segno della gloria di Dio: "Non ti ho detto che, se credi, vedrai la gloria di Dio?" Rimossero la pietra. Dinanzi al sepolcro aperto e dinanzi all’incredulità delle persone, Gesù si rivolge al Padre. Nella sua preghiera, per primo, ringrazia: "Padre, ti ringrazio di avermi ascoltato. Sapevo bene che tu sempre mi ascolti". Il Padre di Gesù è lo stesso Dio che sempre ascolta il grido del povero (Es 2,24: 3,7). Gesù conosce il Padre e confida in lui. Ma adesso lui chiede un segno a causa della folla che lo circonda, affinché possa credere che lui, Gesù, è l’inviato dal Padre. Dopo, grida ad alta voce: "Lazzaro, vieni fuori!" E Lazzaro viene fuori. È il trionfo della vita sulla morte, della fede sull’incredulità! Un agricoltore dall’interno del Brasile ha fatto il seguente commento: "A noi tocca rimuovere la pietra! E così Dio risuscita la comunità. C’è gente che non vuole rimuovere la pietra, e per questo nella loro comunità non c’è vita!" 6. Salmo 16 (15) Dio è la nostra eredità per sempre Proteggimi, o Dio: in te mi rifugio. Il Signore è mia parte di eredità e mio calice: Benedico il Signore che mi ha dato consiglio; Di questo gioisce il mio cuore, 7. Orazione Finale Signore Gesù, ti ringraziamo per la tua parola che ci ha fatto comprendere meglio la volontà del Padre. Fa che il tuo Spirito illumini le nostre azioni e ci comunichi la forza per eseguire quello, che la Tua Parola ci ha mostrato. Fa che noi, come Maria, tua Madre, possiamo non solo ascoltare ma anche praticare la Parola, Tu che vivi e regni con il Padre nell’unità dello Spirito Santo per tutti i secoli dei secoli. Amen.
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