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16ª Domenica del tempo ordinario (B)Gesù ha compassione della gente 1. Orazione iniziale 2. Lettura a) Chiave di lettura: Il testo che mediteremo questa 16ª Domenica del Tempo Ordinario è breve. Solo cinque versetti. A prima vista, queste poche linee sembrano essere solo una breve introduzione al miracolo della moltiplicazione dei pani nel deserto (Mc 6,34-44). Se però, la Liturgia di questa domenica ha separato dal resto e sottolineato questi cinque versetti, vuol dire che racchiudono qualcosa di molto importante che forse non si noterebbe se servissero solo per introdurre il miracolo della moltiplicazione dei pani. b) Una divisione del testo per aiutarne la lettura: Marco 6,30: Revisione dell’opera apostolica c) Il testo:
3. Momento di silenzio orante perché la Parola di Dio possa entrare in noi ed illuminare la nostra vita. 4. Alcune domande per aiutarci nella meditazione e nella orazione. a) Qual’è l’aspetto dell’atteggiamento di Gesù che più ti è piaciuto e che ha destato più ammirazione tra la gente al tempo di Gesù? 5. Per coloro che volessero approfondire maggiormente il tema a) Il contesto che illumina il testo: i) Il capitolo 6 di Marco mostra un enorme contrasto! Da un lato Marco parla del banchetto della morte, promosso da Erode con i grandi di Galilea, nel palazzo della Capitale, durante il quale viene ucciso Giovanni Battista (Mc 6,17-29). Dall’altro, il banchetto della vita, promosso da Gesù per la gente di Galilea, affamata nel deserto, in modo che non perissero lungo il cammino (Mc 6,35-44). I cinque versetti della lettura di questa domenica (Mc 6, 30-34) sono collocati esattamente tra questi due banchetti. b) Commento del testo: Marco 6,30-32: L’accoglienza data ai discepoli Marco 6,33-34: Mosso dalla compassione, Gesù cambia il suo piano ed accoglie la gente c) Ampliando le informazioni: ● Un ritratto di Gesù, formatore "Seguire" era il termine che faceva parte del sistema educativo dell’epoca. Era usato per indicare il rapporto tra il discepolo ed il maestro. Il rapporto maestro-discepolo è diverso dal rapporto professore-alunno. Gli alunni assistono alle classi del professore su una determinata materia. I discepoli “seguono” il maestro e vivono con lui. Ed è proprio durante questa “convivenza” di tre anni con Gesù che i discepoli ricevettero la loro formazione. Gesù, il Maestro, è l’asse, il centro ed il modello della formazione. Nei suoi atteggiamenti è una prova del Regno, incarna l’amore di Dio e lo rivela (Mc 6,31; Mt 10,30-31; Lc 15,11-32). Molti piccoli gesti rispecchiano questa testimonianza di vita con cui Gesù indicava la sua presenza nella vita dei discepoli, preparandoli alla vita ed alla missione. Era il suo modo di dare una forma umana all’esperienza che lui stesso aveva avuto con il Padre: Ecco un ritratto di Gesù formatore. La formazione della “sequela di Gesù” non era in primo luogo la trasmissione di verità da imparare a memoria, bensì una comunicazione della nuova esperienza di Dio e della vita che irradiava da Gesù per i discepoli. La comunità che si formava attorno a Gesù era l’espressione di questa nuova esperienza. La formazione portava le persone ad avere altri occhi, altri atteggiamenti. Faceva nascere in loro una nuova consapevolezza nei riguardi della missione e di loro stessi. Faceva sì che mettessero i loro piedi accanto a quelli degli esclusi. Produceva, in alcuni, la “conversione” per aver accettato la Buona Novella (Mc 1,15). ● Come Gesù annuncia la Buona Novella alla moltitudine Il fatto che Giovanni fosse in prigione spinse Gesù a ritornare ed iniziare l’annuncio della Buona Novella. Fu un inizio esplosivo e creativo! Gesù percorre tutta la Galilea: i villaggi, i paesi, le città (Mc 1,39). Visita le comunità. Perfino cambia la residenza e va a vivere a Cafarnao (Mc 1,21; 2,1), città crocevia di diversi cammini, e questo facilitava la divulgazione del messaggio. Quasi non si ferma mai, è sempre in cammino. I discepoli vanno con lui, ovunque. Nei prati, lungo le strade, in montagna, nel deserto, in barca, nelle sinagoghe, nelle case. Con molto entusiasmo! Gesù aiuta la gente servendo in molti modi: scaccia gli spiriti immondi (Mc 1,39), cura i malati e coloro che sono maltrattati (Mc 1,34), purifica coloro che sono esclusi a causa di impurezze (Mc 1,40-45), accoglie gli emarginati e confraternizza con loro (Mc 2,15). Annuncia, chiama e convoca. Attrae, consola ed aiuta. E’ una passione che si rivela. Passione per il Padre e per la gente povera ed abbandonata della sua terra. Lì dove trova gente che lo ascolta, parla e trasmette la Buona Novella. In qualsiasi luogo. In Gesù, tutto è rivelazione che lo avvince dal di dentro! Lui stesso è la prova, il testimone vivente del Regno. In lui appare ciò che avviene quando una persona lascia regnare Dio, lascia che Dio guidi la sua vita. Nel suo modo di agire e di vivere insieme agli altri, Gesù rivelava ciò che Dio aveva in mente quando chiamava nel tempo di Abramo e di Mosè. Gesù trasformò la nostalgia in speranza! Improvvisamente la gente capì: “Era questo ciò che Dio voleva per il suo popolo!” E fu questo l’inizio dell’annuncio della Buona Novella del Regno che si divulgava rapidamente nei villaggi della Galilea. In modo piccolo, come un seme, che poi crebbe fino a diventare albero grande, dove la gente poteva ripararsi (Mc 4,31-32). E la gente si incaricava di diffondere la notizia. La gente della Galilea rimaneva impressionata dal modo di insegnare di Gesù. “Un insegnamento nuovo! Dato con autorevolezza! Diverso da quello degli scribi!” (Mc 1,22.27). Ciò che più faceva Gesù era insegnare (Mc 2,13; 4,1-2; 6,34). E’ ciò che soleva fare (Mc 10,1). Più di quindici volte il vangelo di Marco dice che Gesù insegnava. Ma Marco non dice quasi mai ciò che insegnava. Forse non gli interessa il contenuto? Dipende da ciò che la gente intende per contenuto! Insegnare non vuol dire solo insegnare verità nuove così la gente le impara a memoria. Il contenuto che Gesù ha da dare non trasparisce solo nelle parole, ma nei gesti e nel modo in cui entra in rapporto con le persone. Il contenuto non è mai separato dalla persona che lo comunica. Gesù era una persona accogliente (Mc 6,34). Amava la gente. La bontà e l’amore che traspariscono dalla sue parole formavano parte del contenuto. Costituiscono il suo temperamento. Un contenuto buono senza bontà è come latte versato. Marco definisce il contenuto dell’insegnamento di Gesù come “Buona Novella di Dio” (Mc 1,14). La Buona Novella che Gesù proclama viene da Dio e rivela qualcosa su Dio. In tutto ciò che Dio dice e fa, traspariscono i tratti del volto di Dio. Traspare l’esperienza che lui stesso ha di Dio, l’esperienza di Padre. Rivelare Dio come Padre è la fonte, il contenuto e lo scopo della Buona Novella di Gesù. 6. Pregare con il Salmo 23 (22) Il Signore è il mio pastore Il Signore è il mio pastore: Se dovessi camminare in una valle oscura, Davanti a me tu prepari una mensa 7. Orazione Finale Signore Gesù, ti ringraziamo per la tua Parola che ci ha fatto vedere meglio la volontà del Padre. Fa che il tuo Spirito illumini le nostre azioni e ci comunichi la forza per eseguire quello che la Tua Parola ci ha fatto vedere. Fa che noi, come Maria, tua Madre, possiamo non solo ascoltare ma anche praticare la Parola. Tu che vivi e regni con il Padre nell'unità dello Spirito Santo, nei secoli dei secoli. Amen. |
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