| |
Battesimo del Signore (C)Il Battesimo di Gesù e 1. Orazione iniziale 2. Lettura a) Chiave di lettura: b) Una divisione del testo per aiutarne la lettura: c) Il testo: 3. Momento di silenzio orante Nel silenzio cerca di rendere vivo nel tuo cuore la scena del vangelo che hai letto, cerca di assumerla, facendo tue le frasi lette, identificando la tua attenzione col contenuto o il significato delle frasi. 4. Alcune domande per aiutarci nella meditazione e nell'orazione. a) Nel brano che hai letto quale effetto ha prodotto in te la «voce di Dio» che ha dichiarato Gesù «il» Figlio di Dio, l'unico, amato? 5. Una chiave di lettura per coloro che desiderano approfondire la lettura. I. Il contesto del battesimo di Gesù Dopo i racconti dell'infanzia e in preparazione all'attività pubblica di Gesù, Luca narra gli eventi riguardanti l'attività di Giovanni Battista, il battesimo di Gesù, le tentazioni di Gesù; quest'insieme introduce l'attività vera e propria di Gesù e ne dà il senso. L'evangelista concentra in un quadro unico e completo tutta l'attività di Giovanni: dall'inizio della predicazione sulle rive del Giordano (3,3-18) fino all'arresto voluto da Erode Antipa (3,19-20). Quando Gesù compare sulla scena in 3,21 per essere battezzato Giovanni non è più menzionato. Con questa omissione Luca rende esplicita la sua lettura della storia salvifica: Giovanni è l'ultima voce profetica della promessa veterotestamentaria. Ora il centro della storia è Gesù, è lui che dà inizio al tempo della salvezza e che si prolunga nel tempo della chiesa. Un elemento non trascurabile per la comprensione di questi avvenimenti che precedono l'attività di Giovanni Battista e di Gesù è la descrizione geografica e politica della Palestina negli anni trenta. L'evangelista vuole dare una dimensione storica e un significato teologico alla vicenda di Gesù. Vuole dire che non è il potere politico mondiale (rappresentato da Tiberio Cesare) o quello religioso (i sommi sacerdoti) che dà valore e senso agli avvenimenti dell'umanità; è piuttosto «la Parola di Dio che scende su Giovanni, figlio di Zaccaria nel deserto» (Lc 1,2). Per Luca, la novità o la svolta della storia inaugurata da Gesù s'inserisce in questo contesto o situazione politica di dominio e di potere profano e religioso. Altre volte, nei racconti dei profeti, la parola di Dio era stata rivolta a particolari situazioni storico-politiche, ma in Giovanni risuona con una certa urgenza: Dio viene nella figura di Gesù. Così che la Parola di Dio chiama dal deserto Giovanni Battista per essere inviato al popolo d'Israele. Il compito di quest'ultimo profeta dell'antico testamento è quello di preparare la venuta del Signore in mezzo al suo popolo (Lc 1,16-17.76). Tale ruolo si concretizza nel preparare tutti a ricevere con il battesimo di conversione il perdono di Dio (Ger 3,34; Ez 36,25) e che implica un cambiamento del proprio modo di vedere il rapporto con Dio. Cambiare vita significa praticare la fraternità e la giustizia secondo l'insegnamento dei profeti (Lc 3,10-14). Bando al perbenismo religioso o sociale il lettore del vangelo di Luca è invitato ad aprirsi alla persona di Gesù, il messia salvatore. Inoltre Luca ci tiene a sottolineare che il profeta Giovanni non ha avuto alcuna pretesa di essere concorrente della figura di Gesù. Anzi il profeta del Giordano si è percepito completamente subordinato alla persona di Gesù: «al quale non sono degno di sciogliere il legaccio dei sandali» (3,16). Non solo, Gesù è il più forte perché dà lo Spirito. L'attività di Giovanni ha un esito violento, alla maniera dei profeti classici. L'autenticità di un profeta emerge dalla sua libertà nei confronti del potere politico: infatti, denuncia con coraggio le malvagità commesse da Erode nella vita del popolo. Dinanzi all'appello del profeta ci sono due risposte diverse: il popolo e i peccatori si convertono, mentre i potenti rispondono con la violenza repressiva. Giovanni termina il percorso della sua esistenza in carcere. Con questo episodio tragico Giovanni anticipa il destino di Gesù rifiutato e ucciso ma che diventa punto di riferimento per tutti coloro che sono perseguitati dal potere repressivo. Infine il Giordano è il luogo fisico della predicazione di Giovanni. É intenzione di Luca creare un legame stretto tra questo fiume e il Battista: Gesù non vi comparirà mai più dopo il suo battesimo, così come Giovanni non sconfinerà mai nelle regioni della Galilea e della Giudea, perché luoghi legati riservati all'attività di Gesù. II. Commento del testo 1. Le parole del Battista su Gesù (Lc 3,15-16) Nel primo quadro del brano evangelico della liturgia odierna Giovanni con parole di sapore profetico afferma che c'è «uno più forte» di lui che sta per venire. Si tratta della risposta del profeta del Giordano all'opinione delle folle che lui fosse il Cristo. Le folle qui ricevono il nome di popolo in attesa, per Luca Israele è considerato un popolo ben disposto o preparato a ricevere la salvezza messianica (almeno prima della crocifissione). Le parole di Giovanni attingono alle immagini dell'antico testamento e hanno la funzione di esaltare il personaggio misterioso del quale sta annunciando l'imminenza della venuta: «ma viene uno più forte di me» (3,16). a) la figura del «più forte» b) Un gesto umile: «io non sono degno di sciogliere il legaccio dei sandali» 2. Le parole dal cielo su Gesù (Lc 3,21-22) Nel secondo quadro è contenuta un nuovo profilo o epifania di Cristo. Questa volta è Dio stesso, e non Giovanni, a dipingere il ritratto di Cristo con delle parole solenni: «Tu sei il mio figlio prediletto, in te mi sono compiaciuto». Questa presentazione e definizione di Cristo è sorretta da una vera e propria coreografia celeste (il cielo che si apre...la discendenza dello Spirito come di colomba...la voce dal cielo) per mostrare la qualità divina delle parole che stanno per essere pronunciate sulla persona di Gesù. a) La colomba è simbolo dello Spirito di Dio che invadeva i profeti, ma ora viene effuso in pienezza sul messia come aveva predetto Isaia: «Su di lui si poserà lo Spirito del Signore» (11,2). Il simbolo della colomba sta a indicare che nella venuta di Gesù si realizza la presenza perfetta di Dio che si manifesta nell'effusione del suo Spirito. É questa pienezza di Spirito Santo che consacra Cristo per la sua missione salvifica e per il compito di rivelare agli uomini la parola definitiva del Padre. Senz'altro il segno della colomba indica al lettore del racconto del battesimo che Dio sta per incontrarsi con l'uomo. L'intreccio di questo incontro si avvera nella persona di Gesù. Se il Battista aveva presentato Gesù come il messia - che nell'AT rimane sempre un uomo, anche se perfetto - ora Dio si accinge a definire Gesù come il Figlio «prediletto». Titolo che indica una presenza di Dio suprema e che supera quella che si sperimentava nel culto o in altri aspetti della vita d'Israele. b) La voce divina è un altro segno che accompagna la manifestazione di Gesù nelle acque del Giordano. Essa evoca due testi dell'AT. Il primo è un canto messianico che cita alcune parole di Dio rivolte al suo re-Messia: «Tu sei mio figlio, oggi ti ho generato» (Sal 2,7). Nell'AT sia la figura del re che del Messia erano considerati come figli adottivi di Dio; invece, Gesù è il figlio prediletto, sinonimo di unigenito. Il secondo testo che illumina il significato delle parole pronunciate dalla voce del cielo è un passo attinto ai Canti del servo del Signore e che la liturgia della parola di questa domenica ci propone come prima lettura: «Ecco il mio servo che io sostengo, ecco il mio eletto in cui mi compiaccio» (Is 42, 1). Nella persona di Gesù convergono o si rendono presente due figure presentate da Isaia: la speranza del messia-re e la figura del messia sofferente. Non è improprio dire che la scena del battesimo presentata da Luca è una vera catechesi sul mistero della persona di Gesù, messia, re, servo, profeta, Figlio di Dio. 6. Salmo 42 Quando sperimentiamo il silenzio di Dio nella nostra vita, non scoraggiamoci, ma coltiviamo sempre la nostra sete di Lui assieme a tutti i fratelli, camminiamo sulle strade del Regno, certi di trovare la sua presenza in Cristo Gesù. La ricerca del volto di Dio Come una cerva assetata 7. Orazione finale Signore Dio, mentre il tuo Figlio Gesù veniva battezzato da Giovanni Battista nel Giordano ha pregato. La tua voce divina ha ascoltato la sua preghiera squarciando i cieli. Anche lo Spirito Santo si è mostrato presente sotto forma di colomba. Ascolta la nostra preghiera! Ti preghiamo di sostenerci con la tua grazia perché sappiamo comportarci veramente quali figli della luce. Donaci la forza di abbandonare le abitudini dell'uomo vecchio, per essere continuamente rinnovati nello Spirito, rivestiti e pervasi dai pensieri e sentimenti del Cristo. |
Precedente
| Su
| Successiva
| Le Novità
| Mappa del Sito
| Home Page
|