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16ª Domenica del tempo ordinario (C)Maria e Marta, amiche di Gesù 1. Orazione iniziale Signore Gesù, invia il tuo Spirito, perché ci aiuti a leggere la Scrittura con lo stesso sguardo, con il quale l'hai letta Tu per i discepoli sulla strada di Emmaus. Con la luce della Parola, scritta nella Bibbia, Tu li aiutasti a scoprire la presenza di Dio negli avvenimenti sconvolgenti della tua condanna e della tua morte. Così, la croce che sembrava essere la fine di ogni speranza, è apparsa loro come sorgente di vita e di risurrezione. 2. Lettura a) Chiave di lettura: Il testo del Vangelo di questa domenica narra la visita di Gesù a casa di Marta e Maria. Gesù dice a Marta: “Maria si è scelta la parte migliore che non le sarà tolta!” Lungo i secoli, molte volte queste parole sono state interpretate come se fosse una conferma da parte di Gesù del fatto che la vita contemplativa nascosta nei monasteri è migliore e più sublime della vita attiva di coloro che si adoperano nel campo dell’evangelizzazione. Questa interpretazione non è molto corretta, poiché manca di fondamento nel testo. Per capire il significato di queste parole di Gesù (e di qualsiasi parola) é importante prendere in considerazione il contesto, sia il contesto del vangelo di Luca, come pure il contesto più ampio dell’opera di Luca che comprende il Vangelo e gli Atti degli Apostoli. Prima di verificare il contesto più ampio degli Atti degli Apostoli, cerchiamo di gettare uno sguardo al testo in sé e di vedere come è collocato nel contesto immediato del vangelo di Luca. Durante la lettura, cerca di sentirti presente nella casa di Marta e di sentirti vicino all’ambiente e alla portata delle parole di Gesù, non solo all’udito di Marta, ma anche all’udito delle comunità per cui Luca scriveva il suo vangelo e al nostro udito, di noi che oggi ascoltiamo queste parole così ispiratrici di Gesù. b) Una divisione del testo per aiutarne la lettura: Luca 10,38: Marta riceve Gesù nella sua casa c) Testo:
3. Momento di silenzio orante perché la Parola di Dio possa entrare in noi ed illuminare la nostra vita. 4. Alcune domande per aiutarci nella meditazione e nell’orazione. a) Qual è il punto di questo testo che più ti è piaciuto o che più ti ha colpito? Perché? 5. Per coloro che vorrebbero approfondire maggiormente il tema a) Contesto del Vangelo di Luca: In Luca 9,51 inizia la seconda tappa dell’attività apostolica di Gesù, il lungo viaggio dalla Galilea fino a Gerusalemme. All’inizio del viaggio, Gesù esce dal mondo giudeo ed entra nel mondo dei samaritani (Lc 9,52). Pur essendo mal ricevuto dai samaritani (Lc 9,53), continua nel loro territorio e perfino corregge i discepoli che pensano in modo diverso (Lc 9,54-55). Nel rispondere a coloro che chiedono di seguirlo, Gesù esplicita il significato di quanto accaduto, ed indica loro le esigenze della missione (Lc 9,56-62). Poi Gesù designa altri settantadue discepoli per andare in missione davanti a lui. L’invio dei dodici (Lc 9,1-6) era per il mondo dei giudei. L’invio dei settantadue è per il mondo dei non giudei (Lc 10,1-16). Terminata la missione, Gesù ed i discepoli si riuniscono e valutano la missione, ed i discepoli raccontano le molte attività da loro svolte, ma Gesù insiste nella certezza maggiore che i loro nomi sono scritti nel cielo (Lc 10,17-37). Dopo viene il nostro testo che descrive la visita di Gesù a casa di Marta e Maria (Lc 10,38-42). Luca non specifica dove si trova il villaggio di Marta e Maria, ma nel contesto geografico del suo vangelo, il lettore immagina che il villaggio si trova in Samaria. Dal Vangelo di Giovanni sappiamo che Marta e Maria abitavano a Betânia, un piccolo villaggio vicino a Gerusalemme (Gv 11,1). Giovanni ci dice inoltre che avevano un fratello di nome Lazzaro. b) Commento del testo Luca 10,38: Marta riceve Gesù in casa Luca 10,39-40a: Maria ascolta la parola, Marta si dedica al servizio Luca 10, 40b: Marta reclama e chiede a Gesù di intervenire Luca 10,41-42: Risposta di Gesù i) Come Marta, anche i discepoli, durante la missione, si erano preoccupati di molte cose, ma Gesù chiarisce bene che la cosa più importante è quella di avere i nomi scritti nel cielo, cioè, essere conosciuti ed amati da Dio (Lc 10,20). Gesù ripete a Marta: Tu ti preoccupi e ti agiti per molte cose, ma una sola è la cosa di cui c’è bisogno. ii) Poco prima il dottore della legge aveva ridotto i comandamenti ad uno solo: “Amerai il Signore Dio tuo su tutte le cose ed il prossimo tuo come te stesso” (Lc 10,27). Osservando questo unico e migliore comandamento, la persona sarà pronta ad agire con amore, come il Buon Samaritano e non come il sacerdote ed il levita che non compiono bene il loro dovere (Lc 10,25-42). I molti servizi di Marta devono essere svolti a partire da questo unico servizio veramente necessario che è l’attenzione amorosa alle persone. Questa è la migliore parte che Maria ha scelto e che non le sarà tolta. iii) Marta si preoccupa di servire (diaconia). Lei voleva essere aiutata da Maria nel servizio della tavola. Ma qual è il servizio che Dio desidera? E’ questa la domanda di fondo. Maria concorda maggiormente con l’atteggiamento del Servo di Dio, poiché, come il Servo, lei si trova in atteggiamento di preghiera dinanzi a Gesù. Maria non può abbandonare il suo atteggiamento di preghiera in presenza di Dio. Poiché se lo facesse, non scoprirebbe la parola di conforto da portare agli sfiduciati. Questo è il vero servizio che Dio sta chiedendo da tutti. c) Ampliando le informazioni: Il contesto più ampio degli Atti degli Apostoli. Dopo la morte e la risurrezione di Gesù nasceranno le comunità. Loro dovevano affrontare problemi nuovi, per i quali non c’erano soluzioni già previste. Per orientarsi nella soluzione dei problemi, le comunità cercavano di ricordare le parole ed i gesti di Gesù che potessero portare qualche luce. Così, l’episodio della visita di Gesù in casa di Marta e Maria fu ricordato e narrato per aiutare a chiarire il problema descritto in Atti 6,1-6. La rapida crescita del numeri di cristiani creò divisioni in comunità. I fedeli di origine greca cominciarono a lamentarsi di quelli di origine ebraica e dicevano che le loro vedove erano messe da parte, nella vita di ogni giorno. C’era discriminazione nell’ambito della comunità e mancanza di persone per i diversi servizi. Fino a quel momento non era ancora sorta la necessità di coinvolgere altre persone nel coordinamento della comunità e nel compimento dei servizi. Come Mosè dopo l’uscita dall’Egitto (Ex 18,14; Num 11,14-15), anche gli apostoli facevano tutto da soli. Ma Mosè, obbligato dai fatti, divise il potere e convocò altri settanta leaders per i servizi necessari tra il popolo di Dio (Ex 18,17-23; Num 11,16-17). Gesù aveva fatto la stessa cosa: convocò altri settantadue discepoli (Lc 10,1). Ora, dinanzi a nuovi problemi, gli apostoli fecero lo stesso. Convocarono la comunità e pongono il problema dinanzi a tutti. Senza dubbio, la parola di Gesù a Marta li aiutò a giungere ad una soluzione. A continuazione è possibile leggere i due testi, l’uno accanto all’altro. Cerca di capire come si illuminano a vicenda:
Gli apostoli si trovavano tra due necessità reali, ambedue molto importante, definite come servizio (diaconia): il servizio della Parola ed il servizio delle mense. Cosa fare? Quale dei due è più importante? La risposta di Gesù a Marta aiutò a discernere il problema. Gesù disse che Maria non poteva abbandonare la conversazione con lui per andare ad aiutare in cucina. Così, Pietro conclude: Non è giusto che noi trascuriamo la Parola di Dio per il servizio delle mense! E Pietro definisce il servizio dell’apostolo il “dedicarsi alla preghiera e al ministero della Parola”. Non si dice che un servizio è migliore dell’altro. Ciò che non può succedere è che il servizio della Parola sia pregiudicato per le esigenze impreviste del servizio delle mense. La comunità aveva l’obbligo di affrontare il problema, preoccupandosi di avere gente sufficiente in tutti i servizi, per poter conservare, così, il servizio della Parola nella sua integrità. Il servizio della parola proprio degli apostoli (e di Maria ai piedi di Gesù) aveva due dimensioni: da un lato l’ascolto della Parola, riceverla, incarnarla, annunciarla, divulgarla mediante l’opera attiva dell’evangelizzazione e, dall’altro, in nome della comunità, rispondere a Dio nella preghiera, rappresentare la comunità in atteggiamento orante davanti a Dio. Non si tratta di un’opposizione tra due servizi: parola e mensa. I due sono importanti e necessari per la vita della comunità. Per i due è necessario avere persone disponibili. Nell’economia del Regno, inoltre, il servizio della Parola (l’evangelizzazione) è la radice, la fonte. E’ la parte migliore che Maria ha scelto. Il servizio della mensa è il risultato, il frutto, ne è la sua rivelazione. Per Luca e per i primi cristiani, “la parte migliore”, di cui parla Gesù a Marta, è il servizio dell’evangelizzazione, fonte di tutto il resto. Mestre Eckhart, il grande mistico domenicano del Medio Evo interpreta in modo simpatico questo episodio. Dice che Marta sapeva già come lavorare e vivere in presenza di Dio. Maria non sapeva e stava imparando. Per questo non poteva essere interrotta. I grandi mistici sono la prova che questo testo non può essere interpretato come una conferma da parte di Gesù che la vita contemplativa è migliore e più sublime della vita attiva. Non è bene fare una distinzione di queste due parole, poiché l’una si completa, si fondamenta e si esplicita nell’altra. Il frate carmelitano San Giovanni della Croce in poco più di 10 anni percorse 27.000 chilometri andando per la Spagna. Santa Teresa d’Avila non rimaneva mai ferma, occupata com’era con la fondazione di tanti monasteri. Gesù stesso viveva la profonda unità della vita contemplativa ed attiva. 6. Preghiera di un Salmo Salmo 145(144): Dio merita lode O Dio, mio re, voglio esaltarti Grande è il Signore e degno di ogni lode, Ti lodino, Signore, tutte le tue opere Il Signore sostiene quelli che vacillano Giusto è il Signore in tutte le sue vie, Canti la mia bocca la lode del Signore 7. Orazione Finale Signore Gesù, ti ringraziamo per la tua Parola che ci ha fatto vedere meglio la volontà del Padre. Fa che il tuo Spirito illumini le nostre azioni e ci comunichi la forza per eseguire quello che la Tua Parola ci ha fatto vedere. Fa che noi, come Maria, tua Madre, possiamo non solo ascoltare ma anche praticare la Parola. Tu che vivi e regni con il Padre nell'unità dello Spirito Santo, nei secoli dei secoli. Amen. |
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