| |
19 marzo - San GiuseppeGiuseppe, sposo di Maria, 1. LECTIO a) Orazione iniziale: Spirito che aleggi sulle acque, Spirito che in un sospiro sussurri Spirito di Dio, linfa d'amore (Frère Pierre-Yves di Taizé) b) Lettura del Vangelo: Matteo 1, 16-24
c) Momenti di silenzio: perché la Parola di Dio possa entrare in noi ed illuminare la nostra vita. 2. MEDITATIO a) Chiave di lettura: Il brano del vangelo di oggi è tratto dal primo capitolo del vangelo di Matteo che fa parte della sezione riguardante il concepimento, la nascita e l’infanzia di Gesù. Il centro di tutto il racconto è la persona di Gesù alla quale si costeggiano tutti gli eventi e le persone menzionate nel racconto. Si deve tenere presente che l’Evangelo rivela una teologia della storia di Gesù, perciò accostandoci alla Parola di Dio ne dobbiamo cogliere il messaggio nascosto sotto i veli del racconto senza perderci, come saggiamente ci ammonisce Paolo, «in questioni sciocche», guardandoci «dalle genealogie, dalle questioni e dalle contese intorno alla legge, perché sono cose inutili e vane» (Tt 3:9). Effettivamente, questo testo si collega alla genealogia di Gesù, che Matteo compone con l’intento di sottolineare la successione dinastica di Gesù, il salvatore del suo popolo (Mt 1:21). A Gesù vengono conferiti tutti i diritti ereditari della stirpe davidica, da «Giuseppe, figlio di Davide» (Mt 1:20; Lc 2:4-5) suo padre legale. Per il mondo biblico e ebraico la paternità legale bastava a conferire tutti i diritti della stirpe in questione (cf.: la legge del levirato e di adozione Dt 25:5 ss). Perciò, subito dall’inizio della genealogia, Gesù viene designato come «Cristo figlio di Davide» (Mt 1:1) cioè l’unto del Signore figlio di Davide, con il quale si compiranno tutte le promesse di Dio a Davide suo servo (2 Sam 7:1-16; 2 Cr 7:18; 2 Cr 21:7; Sal 89:30). Perciò Matteo aggiunge al racconto della genealogia e del concepimento di Gesù la profezia di Isaia: «Tutto questo avvenne perché si adempisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: Ecco, la vergine concepirà e partorirà un figlio che sarà chiamato Emmanuele, che significa Dio con noi» (Mt 1: 21-23 + Is 7:14). Soffermandoci, per così dire, sulla realtà spirituale dell’adozione, possiamo riferirci al fatto che il popolo eletto possiede «la gloria, le alleanze, la legislazione, il culto, le promesse» perché «essi sono Israeliti e possiedono l'adozione a figli» (Rm 9:4). Ma anche noi, il popolo nuovo di Dio in Cristo riceviamo l’adozione a figli perché «quando venne la pienezza del tempo, Dio mandò il suo Figlio, nato da donna, nato sotto la legge, per riscattare coloro che erano sotto la legge, perché ricevessimo l'adozione a figli» (Gal 4:4-5). è questa la salvezza che ci ha portato Gesù. Cristo «salverà il suo popolo dai suoi peccati» (Mt 1:21) perché egli è il «Dio con noi» (Mt 1:23) che ci rende figli adottivi di Dio. Gesù nasce da «Maria promessa sposa di Giuseppe» (Mt 1:18a) che «si trovò incinta per opera dello Spirito Santo» (Mt 1:18b). Matteo non ci da il racconto dell’ annunciazione come fa Luca (Lc 1, 26-38), ma struttura il racconto dal punto di vista dell’esperienza di Giuseppe, l’uomo giusto. La Bibbia ci rivela che Dio ama i suoi giusti e molte volte li sceglie per una missione importante, li protegge e non li accomuna con gli empi (Gen 18:23ss). Nell’Antico Testamento troviamo molti personaggi che sono ritenuti giusti. Pensiamo a Noè «uomo giusto e integro tra i suoi contemporanei» (Gen 6:9). Oppure Ioas che «fece ciò che è giusto agli occhi del Signore» (2Re 12:3). Un’idea costante nella Bibbia è il «sogno» come luogo privilegiato dove Dio fa conoscere i suoi progetti e disegni, e alcune volte rivela il futuro. Ben conosciuti sono i sogni di Giacobbe a Betel (Gen 28:10ss) e Giuseppe suo figlio come pure quelle del coppiere e del panettiere imprigionati in Egitto con lui, (Gen 37:5ss; Gn 40; 5ss) e i sogni del Faraone che rivelavano i futuri anni di prosperità e di carestia (Gen 41:1ss). A Giuseppe appare «in sogno un angelo del Signore» (Mt 1:20) per rivelargli il disegno di Dio. Nei vangeli dell’infanzia appare spesso l’angelo del Signore come messaggero celeste (Mt 1:20.24; 2:13.19; Lc 1:11; 2:9) e anche in altre occasioni questa figura appare per rasserenare, rivelare il progetto di Dio, guarire, liberare dalla schiavitù (cf.: Mt 28:2; Gv 5:4; At 5:19; 8:26; 12:7.23). Molte sono le referenze all’angelo del Signore anche nell’Antico Testamento dove originariamente rappresentava il Signore stesso che guida e protegge il suo popolo essendogli vicino (cf.:Gen 16:7-16; 22:12; 24:7; Es 3:2; 23:20; Tb 5:4). b) Domande per orientare la meditazione e attualizzazione: ● Che cosa ti ha colpito in questo brano? Perché? 3. ORATIO a) Salmo 92 E` bello dar lode al Signore b) Momenti dedicati al silenzio orante 4. CONTEMPLATIO La contemplazione cristiana del sogno di Dio, del progetto che Dio nutre per la storia dell’umanità non produce alienazione ma tiene vigilanti ed operose le coscienze e stimola ad affrontare con coraggio ed altruismo le responsabilità che la vita ci consegna. |
Precedente
| Su
| Successiva
| Le Novità
| Mappa del Sito
| Home Page
|