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SS. Trinità (C)La promessa dello Spirito: 1. LECTIO a) Preghiera iniziale: O Dio tu che nell’invio del tuo Figlio Gesù ci hai rivelato l’intenzione più chiara del tuo amore nel voler salvare l’uomo, passa sempre accanto a noi rivelandoci i tuoi attributi di compassione, misericordia, clemenza e lealtà. Spirito d’Amore aiutaci a progredire nella conoscenza del Figlio per giungere al possesso della vita.
12Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso. 13Quando però verrà lo Spirito di verità, egli vi guiderà alla verità tutta intera, perché non parlerà da sé, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annunzierà le cose future. 14Egli mi glorificherà, perché prenderà del mio e ve l’annunzierà. 15Tutto quello che il Padre possiede è mio; per questo ho detto che prenderà del mio e ve l’annunzierà. c) Momenti di silenzio orante: Diciamo con Sant’Agostino: «Concedimi tempo per meditare sui segreti della tua legge, non chiudere la porta a chi bussa. O Signore, compi la tua opera in me e svelami quelle pagine. Fa ch’io trovi grazia davanti a te e mi si aprano, quando busso, gli intimi segreti della tua Parola». 2. MEDITATIO a) Preambolo: Prima di inoltrarci nel cammino della lectio è importante soffermarci brevemente sul contesto in cui è inserito il nostro brano liturgico. Le parole di Gesù in Gv 16,12-15 fanno parte di quella sezione del vangelo di Giovanni che gli esegeti chiamano il libro della rivelazione (13,1-17,26). Gesù, nei discorsi di addio, si rivela in profonda intimità, li chiama amici, promette loro lo Spirito Santo che li accompagnerà nell’accogliere il mistero della sua Persona. I discepoli, poi, sono invitati a crescere nell’amore verso il Maestro che si offre totalmente a loro. Sempre, in questa sezione, si possono individuare tre sequenze o parti ben delimitate. La prima comprende i capitoli 13-14 e ha come filo conduttore il seguente tema: la nuova comunità è fondata sul comandamento nuovo dell’amore. Con le sue istruzioni Gesù spiega che la pratica dell’amore è l’itinerario che la comunità deve percorrere nel suo cammino verso il Padre. Nella seconda Gesù descrive il volto della comunità in mezzo al mondo. Ricorda loro che la comunità da lui fondata svolge la sua missione in mezzo a un mondo ostile e solo attraverso la pratica dell’amore è possibile la sua crescita nell’aggregare nuovi membri. In questo consiste il “portare frutto” da parte della comunità. Le condizioni richieste per un amore fecondo nel mondo: restare uniti a Gesù. Da Lui promana la vita - lo Spirito (Gv 15,1-6); l’unione a Gesù con un amore che risponde al suo così da stabilire una relazione di amicizia fra Gesù e i suoi discepoli (Gv 15,7-17). Ma la missione della comunità, similmente a quella di Gesù, avverrà in mezzo all’odio del mondo (Gv 15,18-25), ma i discepoli saranno sostenuti dallo Spirito (Gv 15,26-16,15). Gesù confida loro che la missione nel mondo comporta dolore e gioia e che lui sarà assente-presente (Gv 16,16-23a), ma assicura loro solo il sostegno dell’amore del Padre e la sua vittoria sul mondo (Gv 16,23b-33). La terza parte della sezione contiene la preghiera di Gesù: egli prega per la comunità presente (Gv 17,6-19); per la comunità del futuro (Gv 17,20-23); ed esprime il desiderio che il Padre onori coloro che l’hanno riconosciuto e, infine, che venga portata a compimento la sua opera nel mondo (Gv 17,24-26). b) Per meditare: - La voce dello Spirito è la voce di Gesù stesso Precedentemente in Gv 15,15 Gesù aveva comunicato ai suoi discepoli ciò che aveva udito dal Padre. Tale messaggio non viene e non poteva essere compreso dai suoi discepoli in tutta la sua forza. Il motivo è che i suoi discepoli ignorano, per il momento, il significato della morte in croce di Gesù e la sostituzione del vecchio modo di essere salvati. Con la sua morte si apre un nuovo e definitivo intervento salvifico nella vita dell’umanità. I discepoli comprenderanno le parole e i gesti di Gesù dopo la sua resurrezione (Gv 2,22) o dopo la sua morte (Gv 12,16). Nell’insegnamento di Gesù ci sono tante realtà e tanti messaggi che potranno essere compresi man mano che l’esperienza porrà la comunità dinanzi a nuovi avvenimenti o circostanze; è nella vita quotidiana, compresa alla luce della risurrezione che si potrà comprendere il significato della sua morte-esaltazione. Sarà lo Spirito Santo, il profeta di Gesù, che comunicherà ai discepoli ciò che avrà udito da Lui. Nella missione che la comunità di Gesù svolgerà lo Spirito Santo le comunica la verità, nel senso di spiegare e a aiutare ad applicare ciò che Gesù è e ciò che significa come manifestazione dell’amore del Padre. Con i suoi messaggi profetici la comunità dei discepoli non trasmette una dottrina nuova ma continuamente propone la realtà della persona di Gesù, contenuto della sua testimonianza e orientamento della sua missione nel mondo. La voce dello Spirito Santo, che la comunità percepirà, è la voce di Gesù stesso. Sulla scia dei profeti veterotestamentari che interpretavano la storia alla luce dell’alleanza, lo Spirito Santo diventa determinante nel far conoscere Gesù offrendo alla comunità dei credenti la chiave per comprendere la storia come un confronto continuo tra ciò che il “mondo” rappresenta e il progetto di Dio. Il punto di partenza per leggere la propria presenza nel mondo è la morte –esaltazione di Gesù e crescendo sempre più nella sua comprensione, i cristiani potranno scoprire negli avvenimenti quotidiani “il peccato del mondo” e i suoi effetti deleteri. È determinante il ruolo dello Spirito Santo come interprete del mistero della vita di Gesù nella vita dei discepoli: è la loro guida nell’intraprendere il giusto impegno a favore dell’uomo. Per avere successo nelle loro attività in favore dell’uomo devono da un lato ascoltare le problematiche della vita e della storia e dall’altra essere attenti alla voce dello Spirito Santo, l’unica fonte attendibile per cogliere il vero senso degli avvenimenti storici nel mondo. - La voce dello Spirito Santo: il vero interprete della storia Poi Gesù spiega le modalità con cui lo Spirito Santo interpreta la vita e la storia umana. Innanzitutto manifestando la sua “gloria”, il che vuol dire che “prenderà del suo”. Più specificamente “del mio” vuol dire che lo Spirito Santo attinge da Gesù il messaggio, ogni cosa pronunziata da Lui. Manifestare la gloria significa manifestare l’amore che egli ha dimostrato nella sua morte. Tali parole di Gesù sono molto importanti perché evitano di ridurre il ruolo dello Spirito Santo a un’illuminazione, il suo è una comunicazione dell’amore di Gesù che li pone in sintonia con il suo messaggio ma anche con il senso più profondo della sua vita: l’amore dimostrato donando la propria vita sulla croce. In questo consiste il ruolo dello Spirito Santo, Spirito di verità. L’ascolto del messaggio e la sua penetrazione, l’essere in sintonia con l’amore sono due aspetti del ruolo dello Spirito Santo che permettono alla comunità dei credenti di interpretare la storia. Meglio ancora le parole di Gesù intendono comunicare che solo attraverso la comunicazione dell’amore da parte dello Spirito Santo è possibile conoscere chi è l’uomo, capire la meta della sua vita, e realizzare un mondo nuovo. Il modello è sempre l’amore di Gesù. - Gesù, il Padre, lo Spirito Santo e la comunità dei credenti (v.15) Quando Gesù dice che “tutto ciò che ha il Padre è mio” cosa intende dire? Innanzitutto che ciò che Gesù possiede è in comune con il Padre. Il primo dono del Padre a Gesù è stato la sua gloria (Gv 1,14), più specificamente, è l’amore leale, lo Spirito (Gv 1,32; 17,10). Questa comunicazione, non va compresa, come statica, ma dinamica, vuol dire continua e vicendevole. In questo senso il Padre e Gesù sono uno. Tale comunicazione vicendevole e costante compenetra l’attività di Gesù il quale può realizzare le opere del Padre, il suo disegno sul creato. Per essere capaci di capire, interpretare la storia i credenti sono chiamati ad essere in sintonia con Gesù accentando nella loro esistenza la realtà del suo amore e concretizzandolo a favore dell’uomo. Tale è il disegno del Padre: l’amore di Gesù per i suoi discepoli va investito nella realizzazione dell’uomo. Il disegno del Padre che si è realizzato nella vita di Gesù deve realizzarsi nella comunità dei credenti e guidare l’impegno dei credenti per promuovere la vita degli uomini. Chi è l’esecutore del disegno del Padre nella vita di Gesù? È lo Spirito Santo, che unendo Gesù al Padre, esegue e porta a compimento il progetto del Padre e rende la comunità dei credenti partecipe di questo attività dinamica di Gesù: “prenderà del mio”, la comunità, grazie all’azione dello Spirito di verità, lo ode nel suo messaggio, lo concretizza come amore per comunicarlo. Lo Spirito Santo comunica ai discepoli di Gesù tutta le verità e ricchezza di Gesù; il luogo in cui abita è Gesù; “viene” nella comunità; accolto, rende la comunità partecipe dell’amore di Gesù. b) Alcune domande: - Un grave pericolo minaccia, oggi, le comunità cristiane. Siamo tentati di dividere Gesù, seguendo o un Gesù uomo che con la sua azione ha cambiato la storia, o un Gesù glorioso staccato dalla sua esistenza terrena e quindi anche dalla nostra? 3. ORATIO a) Salmo 103: Manda il tuo Spirito Signore a rinnovare la terra È un canto gioioso di ringraziamento che invita a meditare sulla caducità umana confrontata con la misericordia eterna di Dio. Alla liberazione dal peccato, dalla malattia e dalla morte, segue l’azione benevola e affettuosa di Dio: ci sazia di beni per tutta la vita. Benedici il Signore, anima mia, b) Preghiera finale: Spirito di verità |
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